Quando è necessario e quando essenziale nominare un revisore contabile condominiale

Quando è necessario e quando essenziale nominare un revisore contabile condominiale

Quando è necessario e quando essenziale nominare un revisore contabile condominiale

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  Amministratore di condominio

Nel 2012 è stata introdotta dalla legge n. 220 la figura del revisore contabile condominiale, ruolo essenziale per la valutazione di alcune pratiche finanziarie del condominio.

Le funzioni del revisore contabile condominiale

Il revisore contabile condominiale è un professionista che viene chiamato in specifiche situazioni a controllare l’operato economico e finanziario effettuato da un amministratore di un condominio. Sebbene sia una figura molto importante, la normativa non ha specificato alcuni aspetti tecnici e contabili, ma ha chiarito molto bene il suo ruolo e le sue funzioni sono state ben definite. Le verifiche che effettua sono su un periodo di tempo specifico e mai superiore ai 10 anni. Una volta che ha assunto la sua funzione ha libero accesso agli atti condominiali e ad ogni documento relativo alla pratica di cui si sta occupando. Se ad esempio un amministratore di condominio a Torino fosse a conoscenza di documenti utili ha il dovere di collaborare al fine di favorire la revisione.

Il revisore contabile condominiale può essere nominato anche per più esercizi finanziari e la legge disciplina anche i suoi limiti. Ad esempio non può esaminare ripartizioni per delibere già approvate. In questo caso provvede esclusivamente alla verifica della validità della delibera, controllando ad esempio le deleghe ed i millesimi utili al voto.
La questione della delibera è molto importante. Uno dei suoi compiti è quello di valutare le scelte di carattere economico effettuate dall’amministratore nel caso di delibere non ancora approvate dall’assemblea condominiale. Se le delibere sono state approvate il revisore contabile non può esaminare le scelte, ma deve limitarsi a controllare la fondatezza di alcune spese esaminando i documenti.

Da chi è nominato e a chi spetta pagarlo?

Il revisore contabile condominiale viene nominato dall’assemblea condominiale al fine di controllare la situazione economica del condominio e riferire alla stessa eventuali problemi o informazioni utili.
Il diritto di nominarlo spetta all’assemblea quando questa ritiene che ve ne sia la necessita ed è possibile nominarlo anche più volte in un anno. Il revisore contabile condominiale non ha la funzione di essere un accusatore o un giudice nei confronti di un amministratore, ma bensì armonizza il confronto tra l’amministrazione e l’assemblea su una delle discussioni spesso più accese ovvero quella delle spese. L’amministratore non è sotto accusa se questo viene nominato.

Quando l’assemblea delibera a maggioranza dei millesimi la nomina di un revisore condominiale contabile, la sua fattura deve essere saldata dall’insieme dei condomini. Ogni condomino può mettere a verbale la sua opinione negativa, ma la decisione della nomina spetta comunque alla maggioranza. Se non vi è la maggioranza dei millesimi, l’amministratore è obbligato dalla legge a rifiutare la nomina. Essendo i documenti relativi alle spese condominiali accessibili a tutti i condomini, ognuno ha comunque il diritto di farli valutare ad un revisore e lo stesso vale se per un gruppo di condomini, ma in questo caso la sua prestazione sarà pagata esclusivamente da chi fa richiesta dei suoi servizi.

Quando è essenziale nominarlo?

A volte non è necessario che sussista un dubbio su qualche irregolarità. Ad esempio viene nominato se un amministratore di condominio Torino necessita di una consulenza per revisionare lo stato dei conti e delle ripartizioni. Ciò si verifica spesso quando un nuovo amministratore viene nominato al fine di controllare le spese ed avere una panoramica completa e precisa sullo stato dei conti.
L’assemblea condominiale nomina il revisore nel caso vi sia il sospetto che sussistano elementi incongruenti o errori in bilanci già approvati ed anche quando vige il dubbio che l’amministratore si sia macchiato del crimine di appropriazione indebita ai danni dei condomini.
In diverse situazioni è l’autorità giudiziaria a formulare richieste di consulenze al revisore contabile per esprimersi su alcune questioni.

CB Amministrazioni
Sede Torino

Via Ascanio Sobrero, 20 – Torino
Tel: +39 011 4733900
Sede Milano
Corso Sempione, 39 – Milano
Tel: +39 02 36728919

cappotto termico

Riqualificazione Energetica con Cappotto Termico

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  News Condomini
Isolamento a Cappotto per Condomini

La sicurezza all’interno dei condomini viene stabilita e regolata secondo le norme in vigore previste dalla legge. Per quanto riguarda la sicurezza antisismica ad esempio, esistono delle apposite misure da prendere obbligatoriamente per garantire la salvaguardia di persone ed edifici.
Una di queste è il capotto termico e antisismico, ideato appositamente per rendere idonei tutti gli edifici già esistenti che non posseggono i corretti requisiti di sicurezza.isolamento a cappotto antisismico

Infatti, non è raro scoprire che una larga percentuale degli stabili, sia privati che pubblici, in Italia non siano conformi alle norme imposte dalla legge per quanto riguarda la sicurezza. Molti i fatti di cronaca che vedono protagonisti edifici mal costruiti a causa della corruzione nel nostro paese, ridotti in polvere da eventi sismici.
E’ dunque fondamentale assicurare la sicurezza contro terremoti e forti intemperie


Cos’è il cappotto termico?

Il cappotto termico è un rivestimento, esterno o interno, che può essere applicato a qualsiasi tipologia di superficie. La sua grande resistenza fa si che il materiale rimanga inalterato nel tempo, reagendo bene ad ogni genere di intemperie.cappotto termico esterno

I vantaggi di questa copertura ad azione termica ed antisismica sono evidenti: il cappotto impedisce ogni tipo di infiltrazione, non necessita di alcuna manutenzione, la posa è a prova di errore ed il risultato finale non intacca in alcun modo l’estetica dello stabile.
Ovviamente questa soluzione non vale solo per i condomini ma risulta altamente efficace anche per edifici commerciali, industriali e/o pubblici.

Quanto costa il cappotto termico?

In genere questa soluzione viene adottata dalle palazzine, ammortizzando tra tutti i Condòmini i costi totali di acquisto e posa del rivestimento. Un costo totale standard non esiste, verrà calcolato in base alle dimensioni in mq del condominio o lo stabile in questione.

– Detrazione fiscale (IRPEF) del 75%

Questo rivestimento è soggetto ad una detrazione fiscale del 75%

– Possibilità di Finanziamento fino a 10 anni

Per incontrare le esigenze di tutti è possibile scegliere l’opzione del finanziamento, qualora la ditta fornitrice del cappotto termico lo preveda, e ammortizzare i costi dilazionandoli nel tempo.

rimessa diretta

Pagamento con Rimessa Diretta: Cos’è e Come Funziona?

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  Servizi

La rimessa diretta è un metodo di pagamento, alcuni esempi sono il bonifico, l’assegno, i contanti oppure vaglia postale, carte di credito e simili. Il debitore ha piena responsabilità del pagamento e può farlo come ritiene opportuno. Rimessa diretta non significa che il pagamento è fatto immediatamente, la scadenza per il versamento dipende dagli accordi contrattuali.

Come funziona la rimessa diretta?

La dicitura rimessa diretta si trova nella fattura e specifica il metodo di pagamento che deve avvenire senza intermediarida parte del debitore e senza un ulteriore avviso da parte del fornitore. In caso di rimessa diretta si esclude il pagamento con Ri.Ba perché l’intermediario è la banca. Sono ammesse tutte le altre opzioni di pagamento. Occorre sottolineare che la rimessa diretta è un pagamento spesso dilazionato e generalmente è seguita dalla dicitura “30 gg.” oppure “30 gg. d.f.f.m.” (data fattura fine mese), in base agli accordi contrattuali. Solitamente le grandi imprese utilizzano la modalità 30/60/90/120, una scadenza precisa che deve essere rispettata (il pagamento si può fare anche prima). L’indicazione della rimessa diretta indica che dall’emissione della fattura, il cliente ha un determinato lasso di tempo per saldare il debito.

Perché si sceglie il pagamento con rimessa diretta?

La dicitura rimessa diretta spesso si presta ad interpretazioni sbagliate, il cliente non deve pagare alla presentazione della fattura. In questo caso sulla fattura, che è il documento commerciale obbligatorio, viene riportata la dicitura “vista fattura” o “pagamento a consegna fattura“. Il concetto di rimessa diretta viene applicato per le imprese che emettono molte fatture e per cui vi sono delle procedure contabili specifiche.
Dopo aver emesso la fattura, questa deve essere consegnata al commercialista per la valutazione del documento e per l’inserimento nel registro delle fatture. Indicare per ogni fattura un metodo di pagamento, creerebbe difficoltà nelle registrazioni, quindi la rimessa diretta è l’opzione ideale e più veloce per portare a termine tutte le operazioni e tenere sotto controllo la contabilità.

Cosa fare per evitare il ritardo dei pagamenti

La rimessa diretta purtroppo non è una garanzia di sicurezza per i pagamenti perché il cliente potrebbe ritardare il versamento entro i limiti prestabiliti per mancanza di fondi. Una situazione che molti lettori sicuramente conoscono. Il consiglio è quello di evitare di andare per vie legali perché i professionisti hanno un costo, un processo potrebbe anche concludersi in maniera sfavorevole e ci vorrebbe molto tempo per ricevere il pagamento. La soluzione migliore sarebbe giungere ad un accordo tra le parti, stabilendo insieme un nuovo lasso di tempo entro cui ricevere il pagamento (anche rateizzato).

 
 
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