Amministratore di condominio

digitale terrestre telecomando

Antennista per Digitale Terrestre

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L’antennista per il digitale terrestre serve quando c’è un problema di ricezione dei canali della tv. Quante volte capita, soprattutto per le televisioni che non hanno il digitale incorporato, di vedere i canali male o che addirittura risulta esserci un’assenza di segnale?

Per capire come risolvere il problema dobbiamo prima di tutto scovare la causa. Potrebbe essere un problema legato al digitale oppure addirittura all’antenna.

Il modo migliore per vedere di nuovo tutti i canali tv è contattare un tecnico specializzato, come per esempio il nostro antennista a Pavia, con anni di esperienza nel settore alle spalle.

Ma per quanto riguarda un condominio invece? Chi deve pagare per i problemi di ricezione dei canali? Ecco svelato il mistero.

Antennista per un Condominio: Chi paga le spese del servizio?

Se si tratta di un problema circoscritto ad una sola abitazione, magari perché non funziona più il digitale terrestre, o c’è un problema nell’impianto o anche si sono bruciati dei cavi, deve pagare l’inquilino stesso.

Se invece il problema riguarda l’antenna in comune, magari perché si è leggermente spostata da quello che è il suo puntamento ideale, allora occorre che la spesa sia ripartita tra tutti i condomini.

Stai cercando un antennista per il tuo condominio, oppure vuoi avere maggiori informazioni sui servizi di installazione e riparazione delle antenne? Contattaci!

ripartizione spese fogne condominiali

Ripartizione Spese Fogne Condominiali

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Chi abita in un condominio deve tener conto che alcune spese sono da ripartire fra i vari inquilini, ad esempio, la ripartizione delle spese per le fogne condominiali.

Quando occorre pensare a questo aspetto? Tutte le volte che bisogna intervenire nel sistema fognario per una manutenzione o la risoluzione di un problema.

Una ostruzione nei tubi fognari potrebbe portare a spiacevoli conseguenze, come la fuoriuscita di liquidi dal bagno e il conseguente allagamento dei vani abitativi.

Una fogna intasata con fuoriuscita può portare anche alla presenza di topi, blatte. Oltre al lavoro di spurgo quindi dovrai procedere anche con la disinfestazione o derattizzazione, aumentando di molto i costi finali.

Le spese saranno ripartite tra tutti i condomini.

Ecco perché è importante tenere sempre sotto controllo l’impianto fognario e procedere allo spurgo dei pozzi. Per questo lavoro devi sicuramente rivolgerti ad una ditta di Autospurgo.
Vediamo come si può risolvere facilmente un problema di ostruzione dei canali fognari, attraverso tecnologie sempre più all’avanguardia.

Spese Spurgo Condominio: Come Procedere la Ditta di Autospurgo

Abbiamo detto che per lo spurgo del condominio e per la manutenzione dell’impianto fognario occorre ripartire la spesa tra i vari condomini.
Se abbiamo ad esempio una ostruzione dei canali fognari, come bisogna procedere? L’amministratore di condominio deve immediatamente contattare una ditta di autospurgo, avendo prima naturalmente avvisato tutti gli inquilini dello stabile.

La ditta procede poi con l’analizzare il problema. Per capire in che punto si trova l’ostacolo, non si procede allo smantellamento dell’intero impianto, ma si procede con la videoispezione. Una telecamera sonda i canali e individua il punto esatto che impedisce il normale funzionamento dell’impianto fognario.

Generalmente l’ostacolo deriva dall’accumulo di detriti e liquami. Per risolvere il problema l’impresa si avvale dei cosiddetti canaljet, degli apparecchi in grado di sparare un forte getto d’acqua che libera in pochi secondi il canale.

Spurgo Fognature Condominiali

Nella maggior parte dei casi viene chiamata una ditta, dall’amministratore di condominio, per un intervento di spurgo, ossia di pulizia dei pozzi neri.

È importante procedere una volta l’anno con questo lavoro per evitare che si verifichino dei problemi seri come la fuoriuscita dei liquami e l’allagamento delle abitazioni.

Hai un problema simile? Contattaci per maggiori informazioni sulla ripartizione delle spese condominiali per interventi sulle fognature.

Cartello avviso trasloco condominio

Cartello avviso trasloco condominio

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Se abiti in un palazzo e devi trasferirti oppure se a breve ti trasferirai all’interno di un condominio, saprai che da regolamento condominiale ci sono alcune cose a cui dovrai prestare attenzione per evitare di creare disagi. Una di queste è scrivere un avviso di trasloco.

A volte questi piccoli dettagli vengono trascurati perché, essendo il trasloco un’operazione molto impegnativa, è normale volersi concentrare di più sulla gestione degli spostamenti e soprattutto su come contenere i costi. Se ti interessa questo argomento, puoi scoprire subito quanto costa un trasloco e calcolare il prezzo in base alle tue circostanze!

Eppure è molto importante affiggere un cartello di avviso di trasloco nel condominio. Perché?

Cosa devo scrivere sul cartello?

Dove lo devo affiggere?

Vediamolo insieme!

Avviso trasloco condominio: perché è importante

Quando si vive a stretto contatto con altre persone è molto importante seguire alcune regole comportamentali di base che permettono a tutti di condividere gli spazi all’insegna del rispetto e della tranquillità.

Eppure in luoghi come i condomini non è raro che una semplice disattenzione rispetto a queste regole crei situazioni di disagio, di attrito o addirittura di litigio.

Il cartello di trasloco eviterà situazioni spiacevoli nel condominio, perché servirà ad avvisare in anticipo gli inquilini che avrai bisogno di utilizzare gli spazi comuni per alcune ore in un determinato giorno.

In ogni caso prima di procedere al trasloco è sempre bene avvisare l’amministratore, che saprà darti indicazioni più precise sul regolamento condominiale.

Cosa scrivere sul cartello di avviso trasloco?

L’avviso per il trasloco non dovrà essere un testo lungo, ma dovrà essere chiaro e sintetico.

Ecco un esempio:

Attenzione!

Verrà effettuato un trasloco il giorno …/…/…

Vi chiediamo gentilmente di lasciare libero il passaggio.

Grazie

 

Buona norma è includere delle scuse per il disagio nell’avviso, o ancora meglio scrivere delle lettere di scuse a tutti i condomini, dato che durante il trasloco inevitabilmente farai rumore e occuperai aree comuni.

Dove devo appendere l’avviso del trasloco ai condomini?

Una volta preparato il cartello dovrai fare in modo che tutti i condomini possano vederlo, quindi la cosa migliore da fare è appenderlo in un luogo di passaggio.

Potrai decidere di appenderlo sul portone d’ingresso, oppure nella bacheca di condominio insieme agli altri avvisi.

L’importante è che sia ben visibile.

Una volta appeso il cartello avrai fatto la tua parte per avvertire gli inquilini e potrai dedicarti con più tranquillità all’organizzazione del trasloco.

Quando è necessario e quando essenziale nominare un revisore contabile condominiale

Quando è necessario e quando essenziale nominare un revisore contabile condominiale

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Nel 2012 è stata introdotta dalla legge n. 220 la figura del revisore contabile condominiale, ruolo essenziale per la valutazione di alcune pratiche finanziarie del condominio.

Le funzioni del revisore contabile condominiale

Il revisore contabile condominiale è un professionista che viene chiamato in specifiche situazioni a controllare l’operato economico e finanziario effettuato da un amministratore di un condominio. Sebbene sia una figura molto importante, la normativa non ha specificato alcuni aspetti tecnici e contabili, ma ha chiarito molto bene il suo ruolo e le sue funzioni sono state ben definite. Le verifiche che effettua sono su un periodo di tempo specifico e mai superiore ai 10 anni. Una volta che ha assunto la sua funzione ha libero accesso agli atti condominiali e ad ogni documento relativo alla pratica di cui si sta occupando. Se ad esempio un amministratore di condominio a Torino fosse a conoscenza di documenti utili ha il dovere di collaborare al fine di favorire la revisione.

Il revisore contabile condominiale può essere nominato anche per più esercizi finanziari e la legge disciplina anche i suoi limiti. Ad esempio non può esaminare ripartizioni per delibere già approvate. In questo caso provvede esclusivamente alla verifica della validità della delibera, controllando ad esempio le deleghe ed i millesimi utili al voto.
La questione della delibera è molto importante. Uno dei suoi compiti è quello di valutare le scelte di carattere economico effettuate dall’amministratore nel caso di delibere non ancora approvate dall’assemblea condominiale. Se le delibere sono state approvate il revisore contabile non può esaminare le scelte, ma deve limitarsi a controllare la fondatezza di alcune spese esaminando i documenti.

Da chi è nominato e a chi spetta pagarlo?

Il revisore contabile condominiale viene nominato dall’assemblea condominiale al fine di controllare la situazione economica del condominio e riferire alla stessa eventuali problemi o informazioni utili.
Il diritto di nominarlo spetta all’assemblea quando questa ritiene che ve ne sia la necessita ed è possibile nominarlo anche più volte in un anno. Il revisore contabile condominiale non ha la funzione di essere un accusatore o un giudice nei confronti di un amministratore, ma bensì armonizza il confronto tra l’amministrazione e l’assemblea su una delle discussioni spesso più accese ovvero quella delle spese. L’amministratore non è sotto accusa se questo viene nominato.

Quando l’assemblea delibera a maggioranza dei millesimi la nomina di un revisore condominiale contabile, la sua fattura deve essere saldata dall’insieme dei condomini. Ogni condomino può mettere a verbale la sua opinione negativa, ma la decisione della nomina spetta comunque alla maggioranza. Se non vi è la maggioranza dei millesimi, l’amministratore è obbligato dalla legge a rifiutare la nomina. Essendo i documenti relativi alle spese condominiali accessibili a tutti i condomini, ognuno ha comunque il diritto di farli valutare ad un revisore e lo stesso vale se per un gruppo di condomini, ma in questo caso la sua prestazione sarà pagata esclusivamente da chi fa richiesta dei suoi servizi.

Quando è essenziale nominarlo?

A volte non è necessario che sussista un dubbio su qualche irregolarità. Ad esempio viene nominato se un amministratore di condominio Torino necessita di una consulenza per revisionare lo stato dei conti e delle ripartizioni. Ciò si verifica spesso quando un nuovo amministratore viene nominato al fine di controllare le spese ed avere una panoramica completa e precisa sullo stato dei conti.
L’assemblea condominiale nomina il revisore nel caso vi sia il sospetto che sussistano elementi incongruenti o errori in bilanci già approvati ed anche quando vige il dubbio che l’amministratore si sia macchiato del crimine di appropriazione indebita ai danni dei condomini.
In diverse situazioni è l’autorità giudiziaria a formulare richieste di consulenze al revisore contabile per esprimersi su alcune questioni.

CB Amministrazioni
Sede Torino

Via Ascanio Sobrero, 20 – Torino
Tel: +39 011 4733900
Sede Milano
Corso Sempione, 39 – Milano
Tel: +39 02 36728919

Amministratore di condominio

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Tutto sul Mondo del Condominio

Il ruolo di “amministratore di condominio” è sia riconosciuto che previsto dal legislatore all’interno del codice civile, nel quale sono riportate le facoltà, le competenze e i doveri.

amministratore-di-condominio

La presenza di questo ruolo viene ritenuta necessaria al fine  di “gestire” ufficialmente un condominio. Gestire un condominio, con al suo interno più nuclei, è un compito molto complicato a causa dei beni al suo interno e delle situazioni, spesso scomode e problematiche, che possono sorgere ed eliminabili soltanto grazie ad una mediazione professionale e competente.

La professione di amministratore di condominio è dunque un lavoro a tutti  gli effetti, che potrà essere esercitato solo nel caso in cui la struttura organizzativa sia stabile e con la presenza di mezzi adeguati all’incarico, per gestire nel modo più regolare possibile l’edificio a lui affidato.

Il processo per diventare amministratore di condominio era molto più semplice in passato, ma dal 2013 è entrata in vigore la norma che prevede l’obbligo di requisiti, come la frequentazione di corsi specifici volti ad una formazione professionale per l’incarico.
Quindi si può dire che se di dovesse avere l’intenzione di amministrare un condominio potrà essere possibile solo dopo un corso di formazione iniziale ed altri successivi di aggiornamento.
Il corso di formazione iniziale dovrà essere di almeno 72 ore e sarà necessario superare un esame finale; una volta superato si dovrà frequentare uno o più corsi di aggiornamento all’anno per un totale complessivo di almeno 15 ore.

Oltre alla frequentazione di corsi appositi, esistono anche altri requisiti da avere per poter diventare a tutti gli effetti un amministratore di condomini; li elenchiamo di seguito:

1. Pieno godimento dei diritti civili;
2. Totale assenza di condanne per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge prevede il carcere non sotto i due anni e non sopra i 5;
3. Assenza di misure di prevenzione, sentenziate poi definitive, con eccezion fatta nel caso di completa riabilitazione (dopo tre anni dalla fine della misura di prevenzione);
4. Assenza di interdizione o inabilità;
5. Mancanza di “protesti cambiari” e quindi nessun mancato pagamento di una cambiale, assegno bancario o postale;
6. Conseguimento del diploma di scuola secondaria di secondo grado.

Secondo il decreto legislativo, che redige le norme sulla sanificazione e disinfestazione nei luoghi pubblici e privati, ogni condominio ha l’obbligo di far effettuare interventi professionali da ditte autorizzate. Se hai problemi di scarafaggi in appartamento o escrementi piccioni condominio rivolgiti al tuo amministratore.

Condomini senza amministratore

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Condomini senza amministratore

Il ruolo di amministratore condominiale è fondamentale per la gestione corretta di un condominio.
Ma esistono condomini senza amministratore?
La risposta è si poiché ci sono alcune casistiche “eccezionali” nelle quali la sua presenta non è necessaria.
Vediamo quali:

condomini senza amministratore

All’interno dei piccoli condomini che non superano un determinato numero di persone, non risulta necessaria la figura di amministratore e la gestione dell’edificio viene affidata alle famiglie nel condominio in modalità completamente autonoma, con una collaborazione da parte di tutti.
Le spese ed ogni tipo di decisione per il bene dell’edificio dunque, verrà presa in maniera “collettiva” da parte di tutti; ma come ci si mette d’accordo sul da farsi?
Il miglior metodo è sicuramente quello di indire riunioni condominiali in cui si espone l’eventuale problema corrente in questione e si procede con un brainstorming di idee.
Dopo una discussione ed una attenta analisi si giungerà alla soluzione in vero spirito di lavoro di squadra.
Nei casi di condomini abitati da poche famiglie le problematiche sono più facilmente gestibili.

 

Numero condomini per amministratore

Fino a che numero di condomini si può stare senza amministratore?
Il limite è posto a 9 condomini, una volta superato questo numero sarà obbligatorio eleggere l’amministratore condominiale, scegliendo qualcuno tra gli abitanti del palazzo o rivolgendosi ad un professionista esterno.


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Requisiti amministratore di condominio

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Requisiti amministratore di condominio

 

amministratore di condominio requisiti

 

 

Per diventare amministratore di condominio:

 

a) il soggetto deve possedere il pieno godimento dei propri diritti civili; (il primo e più fondamentale tra i requisiti amministratore di condominio)

b) il soggetto non deve essere mai stato condannato per reati contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o non aver commesso nessun delitto non colposo con pena di reclusione inferiore a due anni e superiore a cinque;

c) il soggetto non deve essere stato sottoposto ad alcun tipo di misure di prevenzione definitive, tranne per il caso in cui sia intervenuta la riabilitazione;

d) il soggetto non deve essere considerato interdetto o inabilitato in alcun modo;

e) il nome del soggetto non deve essere presente nell’elenco dei “cattivi pagatori” (protesti cambiari);

f) il soggetto deve possedere il diploma di scuola secondaria di secondo grado;

g) il soggetto deve aver frequentato un corso di formazione iniziale specifico, sia tradizionale che online.

All’interno di un condominio esiste la possibilità che l’amministratore venga nominato tra i condomini dello stabile; in quel caso l’obbligo di aver conseguito il diploma e di aver frequentato corsi abilitativi certificati diventa opzionale.

L’incarico di amministratore di  condominio inoltre, può essere svolto anche da società, (secondo quanto regolato dal titolo V del libro V del codice civile); in quel caso i requisiti dovranno essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori e dai dipendenti incaricati  di svolgere le funzioni di amministrazione dei condomini, a  favore  dei quali la società presta i servizi.

 

In quale casistica cessa il diritto all’incarico?

Se il soggetto diventa “cattivo pagatore“, viene condannato per un reato, perde il godimento dei propri diritti civili, ecc. (vedi punti a – c – d – e), la cessazione dall’incarico ha effetto immediato.

 

 

Esiste l’ordine professionale degli amministratori condominiali?

La risposta è no, non esiste ne l’ordine professionale degli amministratori di condominio ne l’albo.

 

 

 


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